Uno sguardo al 2025
- Alessandro Borlizzi
- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 31 dic 2025
Mentre l’anno volge al termine, gli eventi che hanno segnato le pieghe di questo tempo iniziano a sedimentare nella nostra memoria. Così come ogni altra, scandita da una marcia furiosa verso il futuro, spinta dalla fretta del cambiamento, tra gli estremi di questa piccola frazione della Storia non hanno mancato di avvicendarsi le sue consuete manifestazioni: spinose, contraddittorie, intense, ciniche, ma ineludibili. Costeggiando tanto le apologie quanto le invettive, che riscattano o che avvelenano, vogliamo riportare il racconto di questa storia nel silenzio di uno sguardo, contemplare la verità così come essa si è palesata ai nostri occhi, per poi accoglierla nel seno del nostro a volte piccante giudizio. Perché la Storia non fa sconti a nessuno: avviene e succede, senza cura del nostro dolore, né gaudio per il nostro sorriso. Aliena a ogni morale, essa è a volte Storia di vita, altre Storia di morte: accogliamole entrambe come parte dell’ineluttabile.
Ecco il 2025 in fotografia.
“L’età dell’oro inizia adesso”: il giuramento di Donald Trump
Sotto l’egida austera del Campidoglio, Donald Trump emette il giuramento in occasione del suo insediamento alla Casa Bianca. Il Trump bis ottiene l’avallo munifico della Silicon Valley, schierata in prima fila per onorare il nuovo vecchio Presidente. Parte del mondo esulta, un’altra trema: che ne sarà dell’America?

I funerali di Papa Francesco
Divisivo da vivo, per molti lo è stato anche da morto: Papa Francesco I, ovvero Jorge Maria Bergoglio, primo papa sudamericano della storia, il primo anche ad accogliere l’eredità di Francesco. Un pontificato si chiude così, tra i legni austeri di una bara. Il secolo giunge per tutti, e Bergoglio è andato in terra tra la sobrietà e la parsimonia.

La guerra contro nessuno: proiettili e bombe bastano a uccidere un’idea?
In questa morte non c’è riscatto, quindi la vita si aggrappa e si avvinghia, si celebra attorno al tepore e al barlume di un fuoco, che brucia anche laddove non è altro che il nulla. E mentre a Gaza si muore, di bombe e di fame, di freddo e di ferro, Hamas si rinforza; il gas attende, Blair allunga la mano, Trump gliela stringe e gli dice di guardare lontano.

Un'Europa (più) unita
Il compendio di tante idee, un minestrone di tanti cuori: l’Europa balbetta e si mescola anonima, nel gran vociare, sfigura contro i ruggiti dei giganti del mondo. “Perché non siam popolo, perché siam divisi”: che possa esistere, tra tante contraddizioni e ipocrisie, il germe di un nuovo Risorgimento?

Il Nobel per
la paceAiaceIl Comitato norvegese insignisce Maria Machado del Nobel per la Pace. La politica venezuelana nel contestare Maduro unisce e divide: aggrega per concetto, scinde per soluzione. Alla fine, forse, Trump ha vinto anche stavolta.

L'eccidio di Rio: vittime del narcotraffico
La sanguinosa retata della polizia brasiliana contro il narcotraffico trascina con sé centinaia di morti. Un carosello funesto di corpi e di sangue sfila per le favelas di Rio de Janeiro. Sono le vittime dell’impero della droga: “morti necessarie” direbbero in molti, ma le immagini commuovono il mondo.

I tre Moscattieri
Un russo, un indiano e un cinese: sembra l’inizio di una barzelletta, e in effetti quest’anno il mondo sembra aver intrapreso una gara globale a chi ride per ultimo. Xi Jin Ping, Vladimir Putin e Narendra Modi a Tianjin freddano l’Occidente con le loro poderose strette di mano. Nuove alleanze si intessono a Oriente e i Fantastici (3+1) delineano le prospettive di un nuovo ordine geopolitico.

Davide diventa Golia: l’Iron Dome di Israele disegna nel cielo la nostra follia
Un artista pirotecnico più che una minaccia esistenziale: l’Iran colpisce a vuoto, in quella che Trump ha definito come la “Guerra dei Dodici Giorni”. L’Iran risponde a Israele con una rappresaglia missilistica che si scontra, con pochi successi, contro l’avanzatissimo sistema di difesa israeliano, prima di tacitarsi definitivamente sotto il K.O definitivo dei Tomahawak.

Un campione in erba
Sinner aggiunge il rosso del sangue e disegna un grande tricolore sul centrale di Wimbledon. Il primo di Sinner, il primo d’Italia. Ancora una volta il tennis italiano e l’altoatesino si fanno tronfi di grandi successi.

Gen Z: non vuol dire generazione degli ultimi
I giovani bulgari alzano la voce, ammainano le bandiere, e Sophia si inonda di contese e speranze. Chiedono giustizia, riforma, novità: nulla di nuovo. Ma il momento è arrivato: quello di ribadire anche l’ovvio, rivendicare il già dato.

The first ma(ga)rtyr: la violenza politica che colpisce la destra americana
La sequenza di Charlie Kirk che viene colpito in piena carotide da un proiettile, mentre il suo sangue zampilla tra le urla e gli sguardi attoniti dei MAGA supporters americani, ha sconvolto, giustamente, il mondo. Un triste episodio che ha resuscitato più di uno sguardo su una violenza politica considerata estinta, in realtà endemica, e risvegliata dalle radicalizzazioni polarizzanti che stanno dilaniando le nostre società. Si piange la morte di un uomo, non di un’idea: quelle non possono morire, e le sue, per anni nutrite dall’odio, ora trovano, purtroppo, nuovo vigore.

Il trionfo del 3 ottobre: Roma tagliata da un brivido umano
Trecentomila manifestanti, donne, uomini, giovani e vecchi, in marcia per bloccare la capitale. Un corteo che si raccoglie in coro lo sdegno e il disprezzo per l’affronto subito dai militanti di pace della Flotilla, bloccati e arrestati due giorni prima dalle forze marine di Israele. Irrompe, come in un brivido, il sentimento di unione: tanti colori, molte bandiere, visi diversi ma tutti amici. La politica è avvertita: noi esistiamo, e non siamo d’accordo.

Dal fiume fino al mare: gioia e dolore non hanno confini
I sorrisi e i pianti commossi delle madri che in Israele hanno disperato nell’attesa di potersi nuovamente abbandonare nell’abbraccio dei propri figli è l’immagine dell’universale. Un popolo costretto al dolore dagli stessi carnefici che essi foraggiano e spalleggiano in nome di un nazionalismo che sa di vecchio quanto di becero. Eppure, nel vedere i loro entusiasmi non si può che gioire per questa virgola un po’ sbiadita che è stata apposta dinanzi alla violenza.

Freddi come il ghiaccio
I soldati dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) rastrellano stranieri e immigrati. Qui li vediamo sfilare in affronto alle repliche e alle proteste di cittadini.

Un americano a Roma
Il conclave consegna a Roma un altro vescovo: Robert Francis Prevost, da Chicago, Illinois, viene eletto 267° papa della Chiesa cattolica. Missionario, poliglotta, americano: qualità nuove e vecchie per il sovrano assoluto del Vaticano. Un Leone che invoca la pace, senza ruggire, ma bisbigliando sommessamente.





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